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Appunti per il CD Grace Canyon

“Grace Canyon” è un posto immaginario dentro di me (noi) dove nascono le ispirazioni. “Grace” vuol dire diverse cose in inglese, tra cui aiuto divino, preghiera, bellezza, gentilezza, e pietà…

I brani di questo CD comprendono:

1) Next Plane (musica e testi di David Stockdale)

acoustic guitars, congas & vocals: David Stockdale
electric guitar: Mario Chiesa
Hammond: Paolo Negri
tenor sax: Gianni Azzali
background vocals: Andrea Zermani
bass: Alex Carreri
drums: Stefano Bertolotti
Thanks to John “Juan Carlos” Thomas and David Pounders


“Quando il nostro tempo si esaurisce/ti sorprende/all’improvviso/ci stiamo solo passando attraverso…”

I testi di questo brano sono stati ispirati dalla morte del mio amico David Pounders in settembre del 2004. E’ successo all’improvviso--un incidente sul lavoro. L’idea che la vita è come un grande aeroporto attraverso cui stiamo solo passando è venuta da un altro mio amico, il padrino di mio figlio Michael, John “Juan Carlos” Thomas. “Plane” vuole dire in inglese sia “aeroplaoo” che “piano” e quindi “next plane” sta per il prossimo aereo che dobbiamo prendere ma anche il prossimo piano d’esistenza che dobbiamo affrontare dopo la morte. La canzone finisce non a caso con un colpo di respiro attraverso il sax tenore di Gianni “Big John” Azzali.

2) Melting Pot (words & music by David Stockdale)

acoustic guitars, vocals & harmonica: David Stockdale
soprano sax and background vocals: Andrea Zermani
bass: Alex Carreri
drums: Stefano Bertolotti
Thanks to my parents and godmother who supported
and financed my first trips abroad


“Dal nord-ovest degli Stati Uniti alla Valle dei Monumenti/Melbourne del cigno nero e il Mar Rosso/Tir Na Nog dove scorrono libere le nostre anime/Apriti il cuore/Non sei solo/Viene a far parte di questo/Grande calderone…”

Era la mia intenzione con questa canzone fare qualcosa del tipo “This Land is Your Land” di Woody Guthrie (la cantavo alla scuola elementare negli Stati Uniti), ma a livello globale. Mi considero un internazionalista. Credo in co-operazione e rispetto tra le nazioni. Adoro studiare le lingue (la mia pronuncia di “Budapest” è come la pronunciano gli Ungheresi!). Dall’altra parte, combatto quello che Pasolini chiamava “l’omologazione culturale”, ossia quel fenomeno che cerca di far uscire tutti dallo stesso stampino e di far desiderare a tutti le stesse cose secondo le pubblicità dei mass media, senza porre resistenza o interrogarci sulla legittimità di ciò che ci viene offerto. Il grande poeta Walt Whitman l’ha espresso così bene: non è una questione di politica, ma di energia.

3) Tennessee Concert (words & music by David Stockdale)

acoustic guitars & vocals: David Stockdale
electric guitar: Mario Chiesa
background vocals: Andrea Zermani
bass: Alex Carreri
drums: Stefano Bertolotti
Thanks to Music City U.S.A, when Clinton was President.


“La notte si fondeva in giorno/Mentre la storia girava un’altra pagina/In un raggio di luce, vedevo/Su un fiume che scorreva verso il mare/Il bene comune che collega noi tutti/Mi sono lasciato cadere in ginocchio e ho cominciato a cantare…”

Ho visto anni fa un concerto a Nashville dove i musicisti suonavano da una piattaforma galleggiante sul fiume e la gente ascoltava dalla riva. Era un’esperienza indimenticabile. Anni dopo, durante la presidenza di George W. Bush, sono tornato a Nashville con la mia compagna Sabrina. La scena musicale era del tuuto cambiata. Il centro città era vuoto, i locali poveri. Se non fosse stato per il B.B. King Blues Club, saremmo ripartiti tristi. Allora mi è venuta l’idea di una specie di piattaforma di Noé dove I musicisti arrivavano uno per uno e la somma della loro energia creava un momento magico in cui eravamo tutti pezzi dello stesso, grande specchio, ognuno però con qualcosa di unico e di bello da esprimere. So che non è niente di speciale, ma mi è piaciuto il sentimento (feeling).

4) The Blues Inside (words & music by David Stockdale)

acoustic guitar & vocals: David Stockdale
Hammond: Paolo Negri
tenor sax: Gianni Azzali
bass: Alex Carreri
drums: Stefano Bertolotti
Thanks to Billy Wilder who said he wrote comedy when
he was depressed and tragedy when he was happy.


“Tiri avanti/Cerchi di riparare ciò che si è rotto/Di tenere giù ciò che ormai è diventato fumo/Rinunci ai tuoi programmi migliori/Quando sai benissimo che è solo questione di sorte…”

Tutta la musica di questo CD è stata composta su una chitarra acustica accordata in re aperto (accordatura resa famosa, tra l’altro, da musicisti come David Crosby e Joni Mitchell). Adoro i Blues e non avevo mai scritto una canzone di quel genere utilizzando questa accordatura. Il fatto è che non possiamo negare i Blues, in qualsiasi accordatura. Questo mi piace. Si dice che i Blues sono tristi ma non è vero. I Blues sono paradossali. Amo i paradossi. Il grande Luis Bunuel ha detto, “Sono fanaticamente anti-fanatico!” Io dico, “I Blues mi tirano su!”

5) Compassion For the Enemy (words & music by David Stockdale)

acoustic guitars & vocals: David Stockdale
soprano sax and background vocals: Andrea Zermani
bass: Alex Carreri
drums & percussion: Stefano Bertolotti
Thanks to the Dalai-Lama and John “Juan Carlos” Thomas.


“Continua pure a pregare/a sbattere i pugni e a gridare/Dire che l’inferno aspetta/La gente come me/Ma la verità è che stiamo solo dicendo ciò che crediamo…”

Il mio amico John “Juan Carlos” Thomas mi ha scritto un e-mail che parlava del Dalai-Lama. In quel periodo stavo leggendo “L’Art du Bonheur”, una conversazione tra Howard Cutler, uno psicoterapista, e il Dalai-Lama (…è stato il mio primo libro in francese, assieme alla sceneggiatura di François Truffaut, “La Nuit Americaine”—Effetto Notte). Secondo John, il Dalai-Lama aveva detto, in riferimento ai cinesi che avevano violentato e ammazzato la gente di Tibet, “i miei amici, il nemico.” Ero sbalordito da una tale espressione di compassione. Penso stiamo tutti cercando la felicità e che faremmo il nostro meglio per ottenerla se non ci fossero tante illusioni e distrazioni. Chiamatemi un sognatore, ma cosa succederebbe se provassimo tutti, davvero, una genuina compassione per i nostri nemici?

6) Paris Tonight (words & music by David Stockdale)

acoustic guitars & vocals: David Stockdale
electric guitar: Mario Chiesa
tenor sax: Gianni Azzali
bass: Alex Carreri
drums: Stefano Bertolotti
Mille fois merci à Paris et à les Parisiens!


“Abbagliati siamo dalle luci/Baciami, amore/Tutto andrà per!il meglio/Quelli possono rodersi, rimanere male/Ma per noi, ecco stasera, Parigi!”

Sono ovviamente contro la politica di George W. Bush. Dopo il rifiuto di Chirac di sostenere la guerra in Iraq (so benissimo che non è stato per una pura questione ideologica e che la Francia ha anche lei i suoi interessi…), molti americani cominciarono a boicottare i prodotti francesi. Qualcuno ha poi deciso di non chiamare più le patatine “French fries” (in verità nacquero in Belgio…), ma “freedom fries” (patatine della libertà, ricordando l’aiuto che gli USA diedero alla Francia a Normandia durante la Seconda Guerra Mondiale). Dimenticavano che la maggior parte degli ideali e dei principi dei nostri padri fondatori venivano proprio dalla Francia. La nostra costituzione parla di “life, liberty and the pursuit of happiness,” (diritto alla vita, alla libertà e alla ricerca della propria felicità) anche grazie ai francesi. In Francia troverete le parole “liberté, egalité, fraternité,” sopra l’entrata delle scuole. Non sto idealizzando la Francia. Hanno anche loro dei grossi problemi. Ma penso siano degli ottimi valori. Evidentemente George W, che praticamente non aveva viaggiato fuori degli Stati Uniti prima di diventare presidente, non è d’accordo. Per citare il grande pedagogo Rudolf Steiner, “… rifiutare la geografia significa semplicemente un’avversione per l’amore del proprio vicino.”

7) The Ballad of Tumbleweed (words & music by David Stockdale)

acoustic guitars & vocals: David Stockdale
electric guitar: Mario Chiesa
harmonica & background vocals: Andrea Zermani
fretless bass: Alex Carreri
batteria: Stefano Bertolotti
Thanks to the Dineh of Dinehtah and the sacred
land of Monument Valley.


“Tumbleweed trattava bene la Terra/Piantava semi d’una qualità rara/S’inchinava davanti al progetto di madre natura/I fiumi scorrevano puliti, potenti, puri…”

Ho scritto questa canzone, dedicata al popolo Dineh, durante il periodo in cui Paolo Giovanni II ci stava lasciando. Non sono cattolico ma ammiro i capi spirituali quaneo cercano di fare del bene attraverso il loro potere. I “Dineh” sono più comunemente chiamati Navajo. Gli americani pensavano per anni che i Dineh non avessero religione. Questo giudizio fu fatto con l’idea che esistesse una distinzione tra la vita e la religione. Sbagliavano. I Dineh non facevano questa distinzione. La vita era religione. Qualche anno fa, ho avuto la fortuna di visitare Monument Valley, la terra dei Dineh, ossia Dinehtah. Ho chiesto alla nostra guida se ci fossero mai stati terremoti da quelle parti. Mi ha guardato con occhi spalancati e mi ha risposto, “Stai scherzando? Questa è terra sacra!” Questa canzone parla di un uomo Dineh con a disposizione molto meno mezzi rispetto ad un papa, che va in giro a piedi insegnando l’amore e il rispetto attraverso la musica. Quando muore, la gente dimentica la sua musica e si mette a vendere portachiavi e magliette con la sua immagine…

8) Sky Unlocked (words & music by David Stockdale)

acoustic guitar, congas & vocals: David Stockdale
electric guitar: Mario Chiesa
fretless bass: Alex Carreri
drums: Stefano Bertolotti
Thanks to my son, Michael Joseph.


“Con il minimo movimento/Cambiano gli orizzonti/Una mandria di cavalli corre come il vento/Attraverso praterie giganti...”

I testi di questo brano sono per mio figlio Michael. Come la maggior parte degli uomini Stockdale che ho conosciuto, compreso me, ha avuto problemi a crescere. Il fatto che ho divorziato da sua madre non l’ha aiutato. Tuttavia, credo che non possiamo negare il diritto di crescere e di evolversi. Perché negare questo significa negare la vita. E’ inutile fare promesse a vita quando non si è maturi. E’ per questo che sono a favore della convivenza a lungo termine prima del matrimonio e del divorzio. Questa canzone parla di volare. Un aquilotto che cresce su una scogliera deve fare un salto nel vuoto per evolversi. Deve sentirsi pronto a farlo. Ci vuole un’adeguata autostima costruita attraverso una guida ferma. E’ solo allora che l’istinto prevale e fa spiccare il wolo. In quel momento il cielo si sblocca. Non saltare significa, a lungo andare, morire.

9) No Right (words & music by David Stockdale)

acoustic guitar & vocals: David Stockdale
soprano sax: Andrea Zermani
bass: Alex Carreri
drums: Stefano Bertolotti
Thanks to Susan Pounders for the Ghandi quote,
“An eye for an eye makes us all blind.”


“Non potete ammazzare in nome di Dio/O morire in nome della pace/
O predicare dalle vostre più alte torri/Per poi ridurre la gente in questo stato…”

Volevo con questa canzone fare una dichiarazione contro la guerra, in particolare contro la guerra in Iraq, che potesse essere cantata da chiunque, di questa o di quella parte. “Highest towers” (le torri più alte), per esempio, potrebbe riferirsi ai grattacieli americani o ai minareti iracheni. “They had no right” (non avevano il diritto) può essere dichiarato da chiunque sia stata vittima di una guerra, da entrambe le parti. “We had no right” (non avevamo diritto) è il riconoscimento che la vera giustificazione per tante!guerre è il desiderio dalla parte di un piccolo gruppo di persone di prevalere sugli altri ed ottenere potere. La guerra è e sarà sempre una manipolazione sanguinosa e perversa. Immagina invece, per citare John Lennon, “niente per cui ammazzare o morire…”.

10) Get Away (words & music by David Stockdale)

acoustic guitars, congas & vocals: David Stockdale
Hammond: Paolo Negri
background vocals: Andrea Zermani
bass: Alex Carreri
drums: Stefano Bertolotti
Thanks to all the battered people who find the
dignity and identity to move on.


“E’ vero, dovrai affrontare dei cambiamenti/Tanto rimanere non sarebbe meno difficile/Alla fine paghiamo le cose/Che abbiamo lasciato scappare via/Lascia perdere, parti...”

Dopo la vittoria di George W, mio padre è venuto in Italia per “cambiare aria”. Com’era possibile che la maggioranza della gente lo abbia voluto per altri quattro anni? Forse la maggioranza era così ingénua da pensare che W. potesse veramente terminare la guerra che aveva, insieme ai suoi scagnozzi, iniziato? Qualunque fosse il motivo, la sconfitta è stata drammatica. Il nazista Gobbles sosteneva che era più facile manipolare la gente quando era spaventata e culturalmente isolata... Poi, è stata formulata un’analogia secondo la quale le donne maltrattate e il partito Democratico avessero qualcosa in comune. Tutti e due combattevano disperatamente per ritrovare la dignità e una propria identità dopo la violenza subita. Esagerato? Forse, almeno che non si cominci a riflettere sul fatto che diversi preti dicevano davvero ai loro seguaci che sarebbero andati all’inferno se avessero votato Kerry…

11) Real Ground (words & music by David Stockdale)

acoustic guitars, congas & vocals: David Stockdale
soprano sax & background vocals: Andrea Zermani
bass: Alex Carreri
batteria: Stefano Bertolotti
Grazie alla meravigliosa poesia di Lady Sabrina.


“C’è una luna negli occhi di Lady Sabrina/Un caldo profumo, il suo abbraccio è giusto/Amore a dolci cucchiaiate/Con un pizzico di savoir faire...”

La seconda chitarra su questo brano e su tutti i brani dove ci sono due chitarre acustiche è una piccola Guild degli anni ’40 che suono con l’accordatura normale. Un mio amico, Guido, l’ha trovata usata negli USA anni fa per dieci dollari e me l’ha prestata per la registrazione di questo CD. Ho scritto questa canzone per la mia compagna, Sabrina, a cui è dedicata questo CD. L’amore non è un miracolo. Ci vuole tempo, pazienza ma soprattutto lavoro. Sabrina mi tiene a terra, una terra fertile, un giardino da cui ogni tanto devo togliere qualche erbaccia. E’ una donna pioniera con un grande senso sociale. Capisce molto bene il concetto di “casa dolce casa” che riesce a creare anche quando siamo in viaggio. E’ aperta, curiosa, appassionata—una donna meravigliosa con cui condividere la vita. Vorrei poterlo esprimere meglio. Dall’altra parte, se lo potessi!fare, smetterei di trovare un modo per esprimerlo.

David Stockdale è nato a Santa Barbara, in California ma è cresciuto nello stato di Indiana, a West Lafayette, tra Chicago ed Indianapolis. Abita a Piacenza dal 1981. Fa il maestro per ragazzi di madre lingua inglese di otto anni alla Scuola per l’Europa di Parma, insegnando, tra l’altro, letteratura, matematica, scoperta del mondo, morale e musica.

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