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Appunti per il CD Feed the Illusion:

(tradotti da Sabrina Cavallotti)

  

1) Hotel Hemingway (testi e musica di David Stockdale)

chitarre acustiche e voce: David Stockdale

armonica: Max Lugli

cori: Andrea Zermani

contrabbasso: Alex Carreri

batteria: Stefano Bertolotti

 

A Parma c’è un albergo il cui nome mi ha sempre intrigato: l’Hotel Stendhal.  Trovavo interessante attribuire ad un albergo il nome di un famoso scrittore, non avendo mai avuto modo di notare questa cosa negli U.S.A.

 

Ho pensato di scrivere una canzone che parlasse dell’Hotel Stendhal e ho acquistato due libri per conoscerlo meglio ma, anche se considero il francese la mia terza lingua, non sono riuscito ad andare oltre le prime pagine essendo romanzi abbastanza impegnativi.

 

Inoltre il nome Stendhal non mi lasciava molte possibilità di rima.

 

E allora perché non scrivere una canzone chiamata Hotel Hemingway, visto che la Val Trebbia, vicino a Piacenza dove vivo, veniva citato da Hemingway come una delle valli più belle del mondo?

 

La canzone ruota attorno a tre personaggi: il losco portiere di notte, mezzo cieco ed amico di poliziotti e prostitute; una donna apparentemente normale che utilizza l’hotel per le sue scappatelle notturne; ed un ragazzo che, trasferitosi in California, finisce ubriaco a Los Angeles sognando l’Hotel Hemingway dove aveva perso la sua verginità (con la donna apparentemente normale tanto per collegare il tutto…).

 

Mio padre, che mi ha insegnato tutto sulla struttura narrativa, pensava che il mio precedente CD Grace Canyon fosse troppo “sermoneggiante”.  Ho deciso così di iniziare questo lavoro con dei ritratti.

 

La finale, “No bedbugs there, just good, human care,” è la garanzia che il trattamento all’hotel sarà più che umano e che non ci saranno cimici nei letti!

 

Max Lugli è 100% emiliano, non parla quasi per niente l’inglese e ha i capelli rossi da irlandese.  Fa tanto per promuovere il Blues in Italia.

 

2) This Old Train (testi e musica di David Stockdale)

chitarre acustiche e voce: David Stockdale

sax tenore: Gianni “Big John” Azzali

assolo chitarra elettrica: Mario Chiesa

cori: Stefania Martin

contrabbasso: Alex Carreri

batteria: Stefano Bertolotti

 

Ora passiamo da un hotel ad una balera vecchio stile dove le donne sono “tappate da cucco” e gli uomini vanno in cerca di preda.  Solo una coppia qui non sogna di stare tra le braccia di qualcun’altro.  I due non fanno altro che ballare, sedersi, bere, litigare e poi ballare, sempre sorridenti.  Tutti si chiedono come fanno a stare insieme.

 

Ho scritto questo canzone pensando a mio zio Jim che ci ha lasciato nel 2007.  Non è un omaggio, ma piuttosto qualcosa che mi ha suggerito.  Jimmy amava bere, fumare e sedurre la gente con il suo personalissimo modo di fare.  Una volta mi disse che se mi fosse venuta voglia di sposarmi, avrei dovuto telefonargli a sua spesa che mi avrebbe dissuaso.  Non ho seguito il suo consiglio e divorziai: conosceva i suoi polli!

 

Con la partecipazione straordinaria di Gianni Azzali al sax tenore e Mario Chiesa, che fa l’assolo alla chitarra elettrica.

 

3) Ballad of Erick (testi e melodia di Joseph Stockdale III; arrangiato da David Stockdale)

chitarre acustiche e voce: David Stockdale

mandolino: Paolo Codognola

assolo chitarra elettrica: Mario Chiesa

cori: Stefania Martin

contrabbasso: Alex Carreri

batteria: Stefano Bertolotti

 

Ora immaginate un bosco così fitto che per uscirne dovete marcare il sentiero.  Il bandito Erick si sta nascondendo qui, inseguito dai federali.  Un elicottero gira nel cielo e i soldati dell’esercito consultano le mappe prima di setacciare la zona.

 

Erick si rifugia in una casa abitata da una giovane coppia e dal loro bambino.  Per la coppia, Erick è innocente.  L’esercito s’avvicina e Erick deve scappare o rimarrà ucciso.  Decidono che la donna avrà un bambino da lui in modo che, se non ce la facesse, la sua storia non sarebbe dimenticata.

 

Questa canzone è scritta da mio fratello Joe.  L’ho rivisto nel 2007, ad Atlanta ai funerali di nostro cognato.  Mi aveva cantato la canzone nel 2001 e mi ha fatto presente ad Atlanta che non l’avevo utilizzata per il mio precedente CD, Grace Canyon.  Joe è un ottimo scrittore ma non è noto per le sue doti musicali. 

 

Non mi ricordavo della melodia e così Joe me l’ha ricantata.  Mi piaceva e questa volta ho deciso di dargli retta.  Mi sono messo al lavoro, trascrivendo la melodia utilizzando una tastiera giocatolo, l’unico “strumento” disponibile in casa di mia sorella, mentre lui cantava.  Una volta tornato in Italia, ho arrangiato il pezzo usando una tastiera vera ed una chitarra.

 

L’unicità e la forza di questi testi nascono dal fatto che la storia è applicabile a qualsiasi cultura o nazionalità, avendo tutti bisogna di eroi in cui credere.  Questo ha portato Stefania Martin e me ad emozionarci tanto durante la registrazione delle voci.

 

Con la partecipazione straordinaria di Paolo Codognola al mandolino.  Essendo lui chitarrista, mi sentivo in colpa ad averlo rilegato a quel ruolo ma dopo aver sentito il risultato di questa e di altre canzoni, la colpa era la cosa più lontano dalla mia mente!  Paolo scrive musica anche per il teatro e a lui va il merito di aver trovato gli effetti sonori usati sul CD.

 

4) Easy Way Out (testi e musica di David Stockdale)

chitarre acustiche e voci: David Stockdale

chitarra elettrica: Mario Chiesa

armonica: Max Lugli

contrabbasso: Alex Carreri

batteria: Stefano Bertolotti

 

Questa è la prima canzone del CD senza una storia ma con un messaggio.

 

Amo molto l’Italia ma è un posto dove una vera soluzione ai problemi è raramente contemplata.  Si tratta di mettere tante dita per otturare le falle di una diga senza ricostruirne una nuova; e se la diga ha più di 2,000 anni, è un vero, scusate l’espressione, “casino”!

 

“You can find a solution or take the easy way out” vuol dire quindi che puoi trovare la soluzione o pensare a qualcosa di provvisorio che ti costringerà a suo tempo a trovare un’altra soluzione.  Ossia:

 

Non puoi curare la depressione con i medicinali a meno che non sia d’origine fisiologica.  Non puoi impedire la guida in stato di ebbrezza facendo controlli al sabato sera e togliendo punti dalla patente.  Non si può togliere il desiderio sessuale mettendo al bando la prostituzione e sostenendo la virginità.  Non puoi aiutare i tossicomani sostituendo il metadone rimborsato dal governo all’eroina innescando altre dipendenze.  Non puoi salvare tuo figlio tenendolo a casa fino a 35 anni (l’età media di un maschio che se ne va di casa in Italia è 34!).

 

5) Working On Love (testi e musica di David Stockdale)

chitarre acustiche, conga e voce: David Stockdale

chitarra elettrica: Mario Chiesa

sax tenore: Gianni “Big John” Azzali

cori: Stefania Martin

basso: Alex Carreri

batteria: Stefano Bertolotti

 

Questa è una canzone d’amore dedicate alla mia compagna Sabrina.

 

Mi sembra che la gente passi molto tempo a cercare l’amore invece di farlo.  Non voglio giudicare nessuno ma sono diventato più felice quando ho iniziato a lavorare per far funzionare l’amore invece di arrendermi ai primi ostacoli, sperando in un’anima gemella.

 

Non bisogna rimanere intrappolati in un rapporto finito ma “working on love” (lavorando all’amore) vuol dire fare ogni giorno un piccolo sforzo per migliorarlo.

 

Per il nostro anniversario, Sabrina mi ha fatto una sorpresa; mi ha portato al Novellara Blues Fest a mia insaputa (se non ci siete mai stati, andateci!).  Credetemi, non è sempre facile vivere con un musicista; avremmo potuto fare un bel giro in montagna, e invece siamo finiti ad una notte bianca del Blues.  Era proprio un bel modo per lavorare all’amore!

        

Con la partecipazione straordinaria di Stefania Martin e di Gianni Azzali che mi piace coinvolgere, anche se la mia musica non è jazz, e che ci ha dato tanto attraverso il Piacenza Jazz Club, Il Piacenza Jazz Fest e Milestone, un ottimo locale per la musica dal vivo.

 

6) Damn Thing Behind (testi e musica di David Stockdale)

chitarre acustiche e voci: David Stockdale

chitarra acustica e mandolino (Paolo Codognola)

 basso fretless: Alex Carreri

batteria: Stefano Bertolotti

 

Una donna è seduta in treno vicino al finestrino.  Non vuole arrivare, le piace rimanere sospesa tra partenza e destinazione facendosi cullare dal rollio del treno.  Vuole lasciarsi alle spalle una storia di droga, amori sbagliati e famiglia spezzata.  Quando il treno arriva al confine, scende contenta di essere in un posto dove nessuno la conosce.

 

Quando i doganieri passano con i cani antidroga, spaventata pensa che non riuscirà a lasciarsi il passato alle spalle.  I cani si fermano, le guardie la fissano e l’incubo ritorna!

 

I miei genitori e la mia madrina Page Karling (che ha finanziato il mio primo viaggio all’estero a 14 anni e questo progetto), hanno sempre sostenuto l’importanza di viaggiare per istruirsi.  Viaggiare può essere anche un ottimo sistema per lasciarsi le cose brutte alle spalle, ma se la tua anima non è serena, queste ti travolgeranno sempre.

 

Ho cominciato a scrivere questa canzone con in mente Kris Kristofferson (vi ricordate Me and Bobby McGee?).

 

Con la partecipazione straordinaria di Alex Carreri al basso fretless e Paolo Codognola alla chitarra acustica utilizzando l’E-bow.

 

7) Paradox (testi e musica di David Stockdale)

chitarre acustiche, conga e voce: David Stockdale

assolo chitarra elettrica: Mario Chiesa

armonica: Max Lugli

cori: Andrea Zermani & Stefania Martin

contrabbasso: Alex Carreri

batteria: Stefano Bertolotti

 

Ho ripreso questa canzone dal mio primo CD, Light Touch, sperando di realizzare una versione migliore.  E’ un tributo a Luis Bunuel che paradossalmente dichiarava di essere “fanaticamente anti-fanatico”.

 

L’assolo elettrico sulla versione originale è mio anche se doveva farlo Mario Chiesa ma… non arrivava mai!  In questa versione acustica, l’assolo di Mario è l’unico suono elettrico!

 

Paradox traduce in inglese alcuni detti popolari italiani come:

 

--L’amore non è bello se non è litigarello,

--Piove sempre sul bagnato,

--Tutto deve cambiare perché tutto rimaga lo stesso (da Il Gattopardo).

 

E’ incredibile come il Blues si sia adeguato alla mentalità italiana (guardate i miei links), così ho deciso di mettere un po’ di cultura italiana in una canzone Blues.

 

Il commento di Max alla fine della canzone dimostra fino a che punto si faccia coinvolgere dal Blues (sì, fino a lì!).

          

8) Riding Into a Storm (testi e musica di David Stockdale)

chitarre acustiche, conga e voce: David Stockdale

mandolino: Paolo Codognola

assolo chitarra elettrica: Mario Chiesa

cori: Andrea Zermani

contrabbasso: Alex Carreri

batteria: Stefano Bertolotti

 

C’è un’unica strada in una grande valle.  Si avvicina una macchina solitaria, con dietro la linea nitida dell’orizzonte e davanti l’inizio di una violenta tempesta.  L’autista non vuole fermarsi né tornare indietro; segue il suo istinto fortissimo di accelerare.

 

Spetta a voi decidere se questo sia l’inizio o la fine del film…

 

9) Head Bowed Down (testi e musica di David Stockdale)

chitarre acustiche e voci: David Stockdale

contrabbasso: Alex Carreri

batteria: Stefano Bertolotti

 

Stiamo galleggiando su un oceano stranamente quieto.  C’è qualche cosa di innaturale in questa calma.

 

Ora siamo in una scuola elementare dove i bambini a capo chino stanno rispettando un minute di silenzio in memoria di Steve Irwin che è morto da poco.  Sulla parete dell’aula, due foto di Steve: una con i suoi figli e un anaconda attorcigliata attorno a loro e un’altra dove Steve abbraccia un cucciolo di coccodrillo.

 

Sono io l’insegnante ed è difficile credere che non ci saranno più documentari dove Steve abbraccia animali che tutto il resto del mondo teme e considera pericolosi.  Un minuto di silenzio non cambierà il mondo né aiuterà il futuro di questi ragazzi e voglio gridare e piangere ma rimango in silenzio con gli occhi chiusi a capo chino.

 

Steve era australiano e nel 2000 sono stato dieci giorni a Melbourne.  Una mia amica mi ha condotto ad un piccolo parco in mezzo alla città di notte.  Si è messa ai piedi di un albero tirando fuori del pane dalla borsa.  Gli opossum sono scesi pian piano e hanno mangiato dalla sua mano senza paura.  Per citare Van Morrison: “Niente guru, niente insegnante, niente metodo; solo tu ed io e la natura.”

 

Questa canzone avrebbe potuto essere dedicata ad altre personaggi importanti costretti a lasciarci in anticipo, per esempio Martin Luther King o Bobby Kennedy.

 

 “Is it luckier where you are now?” (sei più fortunato dove ti trovi adesso?) fa riferimento ad una poesia di Walt Whitman, da Song Of Myself:

 

“They are alive and well somewhere,

The smallest sprout shows there is really no death,

And if ever there was, it led forward life, and does not wait at the end to arrest it,

And ceas’d the moment life appear’d.

 

All goes onward and outward, nothing collapses,

And to die is different from what any one supposed, and luckier.”

 

(Sono vivi e stanno bene da qualche parte,

Il germoglio più piccolo ci dimostra che non c’è la morte,

E se mai ci fosse, manderebbe avanti la vita e non aspetterebbe alla fine per   fermarla,

E non sparirebbe al momento che ci fosse la vita.

 

Tutto va avanti e verso l’esterno, niente crolla

E morire è diverso da ciò che si supponeva, e più fortunato.)

 

10) New POV (testi e musica di David Stockdale)

chitarra acustica e voce: David Stockdale

chitarra acustica: Andrea Biasini

chitarra elettrica: Mario Chiesa

clarinetto e cori: Andrea Zermani

contrabbasso: Alex Carreri

batteria: Stefano Bertolotti

 

Uno dei primi film che ho girato quando era all’Indiana University era un documentario su martedì grasso a New Orleans.  L’ho realizzato insieme a Renaud Chavannes, uno studente proveniente dalla Svizzera.

 

Nessuno era come Renaud; d’inverno dormiva in un sacco a pelo con la finestra aperta e guidava in modo molto spericolato.  Aveva una volontà di ferro; non lo fermava nessuno.  Dopo l’università, andò a Los Angeles dove viveva senza permesso di soggiorno e nonostante questo, riuscì a realizzare il suo sogno prendendo il brevetto da pilota.  Finì per schiantarsi durante un temporale improvviso contro una montagna in California.

 

Il nostro viaggio a New Orleans è stato indimenticabile e anche rischioso visto che seguiva la scia dei camion.  Forse doveva vivere velocemente perché sapeva in qualche modo di dover morire giovane. 

 

Grazie a questo film, ho potuto anche incontrare, tramite il laboratorio di sviluppo a Chicago, Tom Palazzolo, un grande documentarista e uomo eccezionale.  Lui sì che aveva un POV interessante!

 

POV nel mondo del cinema significa “punto di vista” e New POV parla di come le cose possono essere viste in modi diversi.

 

La frase in francese che diciamo Stefania Martin ed io alla fine della canzone significa: “Secondo me, ha bisogno di occhiali!” (un finale umoristico per dire che i nuovi punti di vista di cui parlo nella canzone vanno benissimo, ma se queste persone comprassero degli occhiali, forse sarebbe meglio!).

 

Con la collaborazione straordinaria di Andrea Zermani al clarinetto.   

 

11) On Dit (testi e musica di David Stockdale)

chitarra acustica e voci: David Stockdale

assolo chitarra elettrica: Mario Chiesa

basso fretless: Alex Carreri

batteria: Stefano Bertolotti

 

Questa è una canzone in francese contro la guerra, in modo particolare quella in Iraq.

 

Mi hanno chiesto perché avessi scritto la canzone in francese e non in italiano, visto che abito in Italia da tanti anni.  Secondo me, il francese è più ritmico.  Per esempio, il Rap non funziona molto bene in italiano perché essendo una lingua piena di vocali, fluisce e non batte (e infatti, funziona bene per l’opera lirica).  Per fare il suo Rap, Jovanotti, uno dei primi italiani ad esprimersi con successo attraverso questo genere, ha dovuto rendere più ritmico l’italiano.  Il Rap si adegua meglio al francese.  Per la mia musica, comunque, preferisco il battere e in questo senso, tra le tre lingue che parlo, l’inglese funziona meglio di tutti.

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